. Accademia Nazionale Italiana di Entomologia

Accademia Nazionale Italiana di Entomologia

Presentazione

L’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia fu costituita il 16 aprile 1950 in Firenze, presso la Stazione di Entomologia Agraria che ne resterà la sede fino al 1976, in Via Romana, 17, da quattro soci fondatori, alla presenza di un Notaro.

Motto dell’Accademia fu

“Cerebro faucibus utero ab orbis origine tenent”

il logo raffigurava una mantide che stringe il mondo con le sue zampe anteriori.

I quattro soci fondatori furono i professori Athos Goidanich (1905-1987), Ordinario di Entomologia Agraria nell’Università di Torino, Guido Grandi (1886-1970), Ordinario di Entomologia Agraria nell’Università di Bologna, Remo Grandori (1885-1955), Ordinario di Entomologia Agraria nell’Università di Milano e Antonio Melis (1891-1963), Direttore della Stazione di Entomologia Agraria del Ministero dell’Agricoltura, a Firenze. I motivi che indussero questi quattro entomologi a dare corpo all’iniziativa furono soprattutto la complessità biologica degli Insetti (intesi come classe zoologica), la loro importanza nei confronti dell’umanità e conseguentemente la necessità di incrementare il loro studio favorendo e coordinando collegialmente gli sforzi dei migliori cultori di Entomologia in tutte le sue diramazioni, indipendentemente dalla loro posizione professionale. 

I primi accademici Ordinari nominati dai fondatori nella prima assemblea avvenuta nel novembre 1950 furono infatti un Direttore di Museo (Edoardo Gridelli, 1895-1958, Trieste), tre Professori Ordinari di Zoologia (Carlo Jucci, 1897-1962, Pavia, particolarmente noto per i suoi studi di Genetica degli Insetti, Mario Salfi, 1900-1970, Napoli ed Edoardo Zavattari, 1883-1972, Roma), un Professore ordinario di Zoocolture (Anita Vecchi, 1893-1953, Bologna), un professore straordinario di Entomologia Agraria (Filippo Venturi, 1910-1975, Pisa) ed un dilettante, Ferdinando Solari, Presidente della Società Entomologica Italiana, Genova. Nella successiva riunione del gennaio 1951 si aggiunsero a questi, come Accademici Emeriti, un altro Professore Ordinario di Zoologia (Ludovico Di Caporiacco, 1900-1951, Parma), ed un già Direttore di Museo (Giuseppe Muller, 1880-1964, Trieste). Furono contemporaneamente nominati Accademici Straordinari tre dilettanti (Fabio Invrea, 1884-1968, Genova; Antonio Porta, 1874-1971, Parma, e Ruggero Verity, 1883-1959, Firenze), un Conservatore di Museo (Luigi Masi, 1879-1961, Genova), nonché un direttore di Osservatorio Sperimentale del Ministero dell’Agricoltura (Giovanni Martelli, 1977-1954, Bari).

Da questo primo novero emerge che l’Accademia Nazionale di Entomologia ebbe fino dall’inizio idee ben chiare. Cercò i migliori, non solo fra gli Agrari, ma anche fra i Fisiologi, i Genetisti, i Museologi, gli Etologi, sempre prescindendo dalla loro posizione professionale. Nel primo periodo infatti, furono largamente immessi, come si è visto, numerosi entomologi dilettanti ma di alto prestigio. L’Accademia si guardò cioè accuratamente intorno, e selezionò i propri membri dove li trovò: l’entomologia a quei tempi era infatti soprattutto praticata dagli Zoologi della Facoltà di Scienze, dai Museologi e dai Dilettanti (favoriti dal fatto che le tecniche di studio erano allora ancora molto semplici) mentre l’Entomologia agraria universitaria era a quei tempi in fase ancora nascente.

L’Accademia si mosse subito con sicurezza, e fu eretta ad Ente Morale con Decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 1954. Lo Statuto in vigore a quel tempo è stato poi modificato nel 1984 e successivamente il 30 giugno 1998 (data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale). Tutte queste modifiche hanno portato all’incremento del numero degli Accademici nei vari gradi, offrendo la possibilità di inserire specialisti affermatisi nelle branche più recenti ed innovative della grande disciplina entomologica. Il primo presidente, Guido Grandi, resse il sodalizio per circa un ventennio, fino al 1969; dopo di lui fu Presidente Athos Goidanich, dal 1969 al 1978, seguito da Antonio Servadei, dal 1978 al 1979, poi Minos Martelli dal 1980 al 1986, Rodolfo Zocchi dal 1986 al 1994 e Baccio Baccetti in carica dal 1994. La sede seguì lo spostamento della Stazione di Entomologia Agraria sotto il nome di Istituto Sperimentale di Zoologia Agraria, sempre a Firenze, alle Cascine del Riccio, nel 1976.

Un significativo riconoscimento dell’attività dell’Accademia si è avuto nel 1997, allorché il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali ha inserito l’Ente nella Tabella delle Istituzioni Culturali ammesse al contributo ordinario dello Stato ai sensi della Legge 2 aprile 1980 n. 123 art. 1, per la prima volta nella sua storia, garantendo un concreto finanziamento annuale.

In questo mezzo secolo di vita, l’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia ha coordinato le ricerche e i risultati del lavoro delle maggiori Scuole di Entomologia italiane, ha indirizzato seriamente le energie giovanili del settore e ha offerto collegialmente direttive agli uomini, agli enti e alle istituzioni chiamate in causa, mettendo a disposizione del Governo del Paese quei reperti scientifici che soli possono assicurare la proficuità delle deliberazioni d’ordine generale e delle leggi da emanarsi in materia.

In 50 anni di attività scientifica e culturale, l’Accademia si è anche dimostrata voce coraggiosa e della massima competenza in materia, sostenendo ed avvalorando sin dall’inizio le preoccupazioni delle Associazioni naturalistiche in apprensione in tutto il mondo per il degrado e l’inquinamento ambientale.

L’Accademia ha apportato contributi essenziali sia alle conoscenze in Biologia ed Ecologia, sia all’applicazione dei risultati delle ricerche a settori fondamentali per la vita dell’uomo come l’agricoltura ed il settore igienico-sanitario, offrendo dunque al Paese e al Mondo civile consulenza libera e gratuita – al più alto livello di competenza – a tutela dell’ambiente e della salute umana.

L’attività di rilevante valore culturale e scientifico emerge anche dai seguenti dati:

Sin dalla sua fondazione e con un costante impegno dei suoi membri, l’Accademia ha promosso la ricerca scientifica mediante periodiche riunioni alle quali partecipano i responsabili delle più importanti istituzioni di ricerca entomologica e biologica.

La ricerca scientifica, pura ed applicata, nel settore dell’Entomologia s.l. viene regolarmente attuata tramite gli Accademici, ognuno dei quali è inserito o più spesso dirige gruppi più o meno numerosi di ricercatori che effettuano le ricerche di laboratorio e di campo secondo vedute maturate o verificate in Accademia.

Le sedute periodiche (almeno tre all’anno) dell’Accademia, i Convegni con tematiche specifiche, i 18 Congressi Nazionali fin qui tenutisi in varie città italiane a partire dal 1957, sono le sedi ove vengono coordinate e discusse le ricerche e presentate le nuove acquisizioni conoscitive ed applicative.

L’impegno dell’Accademia per la promozione e il coordinamento nei vari settori della ricerca entomologica italiana e mondiale, è culminata nel 1996 a Firenze con il 20° Congresso Internazionale di Entomologia (mai in precedenza tenutosi in Italia), il cui affidamento rappresenta già un alto riconoscimento di merito da parte della comunità scientifica internazionale. Tale manifestazione ha visto la partecipazione di circa 3.000 ricercatori provenienti da ogni parte del mondo e la pubblicazione di un poderoso volume di Atti.

I Congressi Nazionali di Entomologia, ideati e realizzati dall’Accademia, sono sempre stati particolarmente frequentati dagli studiosi del settore ed hanno stampato gli Atti relativi, a documentazione delle ricerche presentate e a supporto di future indagini.

I Convegni specialistici, anch’essi documentati dalla pubblicazione dei rispettivi Atti, hanno riguardato l’Entomologia urbana (1984) e l’Entomologia forestale (1987).

Le Tavole rotonde che l’Accademia ha recentemente avviate in occasione delle sedute pubbliche con contributi di Entomologia generale, di ricerca di base e applicata, offrono ulteriori occasioni per un confronto aperto su ricerche di attualità, anche con specialisti esterni all’Accademia.